MONTREAL: Natalie Doonan, Cloudberry Connections

image009Concept: questo progetto di narrazione multimediale parte dall’idea che la migrazione, come esperienza di vita, costituisce un tema particolarmente complesso. Il progetto è incentrato raccolta di pratiche culinarie legate alle ‘cloudbarries’. Queste bacche selvatiche hanno costituito un prodotto fondamentale per l’alimentazione degli autoctoni e per diversi secoli. Per secoli, infatti, cloudberries e merluzzo hanno costituito la risorsa primaria della dieta dei coloni baschi, francesi e inglesi, così come delle prime nazioni. La pesca industriale ha decimato la produzione ittica locale, mentre le bacche vengono ora sviluppate per le esportazioni e sono diventate risorsa importante per preservare l’economia locale e ridurre l’emigrazione.

BOLOGNA: Hannes Andersson, Morphing Faces

Concept: Morphing Faces è una installazione Audio/Video che esplora il nostro senso di (non)appartenenza ad un luogo in rapporto ai processi di costruzione della nostra identità, nonché come tale percezione venga trasformata dalle nuove forme di comunicazione globale e dai movimenti portati avanti su scala transnazionale. Nel farlo, l’installazione mette in gioco diversi livelli di comunicazione soggettiva ed oggettiva, dalle espressioni/interpretazioni individuali nel dialogo da persona a persona, alle forme di rappresentazione del singolo spesso annullate in una visione ‘massificata’.

image012 image014 image016Il contenuto delle narrazioni messe in gioco prende le mosse da interviste sul campo fatte a persone che hanno lasciato la loro terra d’origine per diverse ragioni e che possono essere associate a diverse categorie nell’ambito di classificazioni sociali o sociologiche (rifugiati, studenti, artisti, professionisti, immigrati per ragioni economiche).

KLAGENFURT: Ioana Paun, Natalia, Turn the Lights On

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Concept: Il progetto fonde esperienze di vita e nuovi media per dare una dimensione tangibile ad una realtà spesso invisibile: quella dei migranti, non sempre in regola, impiegati come lavoratori domestici. L’energia cinetica prodotta attraverso il loro lavoro verrà immagazzinata digitalmente attraverso tecnologie portabili e trasferita ad un sistema di illuminazione posto in un luogo pubblico: se i lavoratori si fermano, non ci sarà più luce e lo spazio prima illuminato ritornerà buio.

VANCOUVER: Juliana Saragosa, Italian-Canadian Queers Chat in East Van

image020Concept: Questa video storia giustappone frammenti di dialoghi tra queers italo-canadesi di Vancouver che si confrontano sulla loro formazione rigidamente cattolica, un racconto intimo sull’eredità culturale trasmessa all’artista dal padre italiano emigrato in Canada e una intervista con la nonna arrivata in Ontario subito dopo la seconda guerra mondiale. L’intenzione è quella di proporre una serie di diverse prospettive sugli effetti multi-generazionali dell’essere sradicati da un contesto culturale e identitario ad un altro attraverso un collage di immagini, sequenze filmate e commenti audio.

ATHENS, Ioannis Zannos, Osmosis/Migrations

image021Concept: Osmosis/Migrations raccoglie una serie di live-coding performances associate a una installazione interattiva che poggia su un campionario sonoro di diversi ambienti culturali sviluppati attraverso la ricerca etnomusicale. Impiega il content-tagging e l’estrapolazione di caratteristiche sonore per creare reti semantiche in grado di dare una lettura alternativa del materiale sonoro. In contemporanea, un sito web permetterà ai visitatori l’esplorazione delle reti sonore e l’immissione di nuovi materiali attraverso i loro apparecchi mobili.

TORONTO: Transitions in Progress Collective (Elena Basile, Roberta Buiani, Valentina Sutti), Making Space for Place

Concept: Transitions in Progress: Making Space for Place è sia laboratorio mobile e intermediale, che installazione artistica incentrata sull’osservazione delle traiettorie di viaggio delineate da diversi percorsi di movimento, abitazione, dislocamento, collegamento e separazione che caratterizzano la città di Toronto in modi diversi, a volte visibili a volte sommersi. Laddove la diversità di Toronto è spesso celebrata come esempio positivo di coesistenza multiculturale, spazi e punti strategici della città portano tracce – visibili e invisibili – della violenza coloniale delle origini e delle tensioni, ormai stratificate, che hanno caratterizzato i diversi modi con cui si sono affrontate, nel tempo, ondate migratorie o gli spostamenti forzati dal processo di insediamento.

Lo scopo di “Transitions in Progress” è quello di svelare tracce di una storia che non esiste più nella percezione collettiva, rivelando i flussi che continuano a formarsi e a scomporsiimage023

nelle diverse stratificazioni storiche della città; l’intenzione è quella di permettere alle persone di conoscere le storie ignorate (o negate) dei luoghi, riflettere sulle loro memorie e sui modi in cui abitano la citta, contribuendo così a rimapparne e riorientarne la vita.

“Transitions in Progress” è concepito come un laboratorio portatile che verrà installato in tre aree simboliche poste lungo Queen Street, costantemente sottoposte a un rimodellamento urbano, naturale e umano. Il laboratorio portatile proporrà materiale d’archivio e etnografico e si collegherà ad una installazione stabile e a un sito web che ne costituiranno gli archivi virtuali. I partecipanti potranno interagire, modificare, aggiungere e commentare il materiale proposto dal laboratorio attraverso una serie di performance comunitarie, visualizzazioni interattive e laboratori. Il progetto vuole stimolare la riflessione sul modello di agenzia distribuita in città e la relazione che ha con la consapevolezza civica, le memorie e la vita condivise nello spazio urbano.

LISBON: Dominic Mancuso, The Sub Urban Gypsy Experience

Concept: il Dominic Mancuso Group, già vincitore dei JUNO & Canadian Folk Music Awards (categoria ‘world music’), raggruppa alcuni tra I musicisti più innovativi del Canada provenienti da diverse parti del mondo. Nel corso delle loro performance musicali, propongono esplorazioni artistiche che rielaborano visioni più tradizionali dell’idea di multiculturalismo canadese. I loro concerti si costruiscono così sull’idea di dialogo musicale e culturale per offrire nuovi modi di interagire con una cultural globale ma diversificata.